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	<title>Emetofobia &#187; Emetofobia</title>
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	<description>Conoscerla, capirla, superarla</description>
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		<title>Sfatation 2</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[miti sull'emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mi piaceva &#8220;Sfatiamo un po&#8217; di miti 2&#8243;, pareva il titolo di una fiction tipo Elisa di Rivombrosa. Oddio, brividi. Prima di andare in vacanza (da intendersi:prima di chiudere baracca e passare al livello &#8220;Only Divano&#8221;), vorrei sfatare un&#8217;altra manciata di miti, ma stavolta sono miti che bivaccano tra chi soffre di Emetofobia. Leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Ascolto" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/ascoltare.jpg" alt="" width="150" height="163" />Non mi piaceva &#8220;Sfatiamo un po&#8217; di miti 2&#8243;, pareva il titolo di una fiction tipo Elisa di Rivombrosa. Oddio, brividi.</p>
<p>Prima di andare in vacanza (da intendersi:prima di chiudere baracca e passare al livello &#8220;Only Divano&#8221;), vorrei sfatare un&#8217;altra manciata di miti, ma stavolta sono miti che bivaccano tra chi soffre di Emetofobia.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Leggere attentamente le modalità d&#8217;uso di questo post prima di continuare.</strong></span><br />
Se siete particolarmente foboassorbenti, evitate di leggere quanto segue, altrimenti a fine post avrete bisogno del defibrillatore per riprendervi dallo spavento e io di un buon avvocato per difendermi dall&#8217;accusa di terrorismo psicologico. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Cominciamo. </p>
<h2>Sono emetofobico, ergo non vomito</h2>
<p><em>&#8220;Ho letto che essendo emetofobico sono automaticamente immune dal vomitare: che sollievo!&#8221;</em></p>
<p>Ebbene sì, c&#8217;è chi ha scritto questa cosa.<br />
Ebbene sì, gli ho dato dello scemo.<br />
Ebbene sì, m&#8217;ha detto che sono bastarda.<br />
Ebbene sì, ha ragione, lo sono, ma ho ragione anche io, lo è. Scemo.</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> ebbene no, non siamo <em>vomitifughi.</em><br />
Non so chi abbia sgabbiato questa boiata, non mi importa, ma chi soffre di Emetofobia può vomitare e, credetemi, vomita. C&#8217;è chi ogni inverno ha l&#8217;appuntamento fisso con l&#8217;influenza gastrointestinale e passa nottate intere a farsi le <em>coccole</em> con il wc e a invocare l&#8217;aiuto di Freddy Krueger per farsi asportare, anche in modo violento, tutto l&#8217;apparato digerente.<br />
E&#8217; altresì vero che siamo, come dire, più resistenti. Penso che se non fossi stata emetofobica, in questi dieci anni avrei vomitato almeno una quarantina di volte. Di certo non me ne vanto, ma nemmeno me ne dispiaccio, da un certo punto di vista fa piacere sapere di avere un <em>potere</em>. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vi ho spaventato? Forse, ma ritengo che crogiolarsi nell&#8217;idea &#8220;Io non vomito perché sono emetofobico&#8221; sia come darsi una pugnalata su un&#8217;arteria e aspettarsi di non morire in una pozza di sangue.</p>
<p>Odiatemi, me lo merito. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-2469"></span></p>
<h2>No mangio, no vomito</h2>
<p>Questa sono io: <em>&#8220;Io non mangio mai prima di uscire, così sto tranquilla!&#8221;</em></p>
<p>Me lo dico da sola: idiota.</p>
<p><strong>Sfatiamo: </strong>è ovvio che a stomaco vuoto a parte l&#8217;aria e qualche <em>gustosissimo</em> succo di polpa gastrico non si può vomitare altro, ma yes, si può vomitare anche a stomaco vuoto. E&#8217; raro e per certi versi anche più pidocchiosamente fastidioso, perché proprio lo stomaco vuoto provoca a volte nausee da manuale.<br />
Volete provare l&#8217;ebbrezza di vomitare senza aver mangiato nulla? Salite su un autobus farcito di vecchietti in rotta verso qualche paesino di montagna, uno di quelli che prima di arrivarci si fanno certe curve che l&#8217;autodromo di Imola se le sogna, poi ci incontriamo intorno al fuoco per i racconti dell&#8217;orrore. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Perché io continuo a sguazzare nel falso mito che a stomaco free non vomito? Perché mi rassicura prendermi in giro così. Capita, ma sto cercando di smettere.</p>
<h2>Non ti parlo più, m&#8217;attacchi le paure</h2>
<p><em>&#8220;Basta, non leggo più il forum, il blog, i libri di Giacobbo perché mi contagiano di paure&#8221;.</em><br />
Sui libri di Giacobbo non ho dubbi, sul forum e il blog&#8230;mah boh.</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> è un fatto (e l&#8217;alert prima di questo post lo dimostra) che ci sono persone molto ricettive, cioè che assorbono paure come un mutuo si succhia l&#8217;intero stipendio. E&#8217; capitato e capita spesso che qualcuno si allontani dal forum, dal blog e da me perché teme di essere contagiato dai nostri influssi vomitofobici. (Vi do il tempo di riderci fino a giocarvi la milza. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Il mito può non essere un mito, ma deve cambiare di soggetto.<br />
Non siamo noi che attacchiamo le paure, è chi legge ad essere influenzabile e facilmente suggestionabile, tanto da &#8220;attaccarsi&#8221; da solo determinate paranoie.</p>
<p>Sono dieci anni che soffro di Emetorogna, quattro che conosco nome e altre persone affette dalla stessa paura con aggiunta il terrore dei virus, eppure niente e nessuno mi ha mai contagiata in tal senso. Ne ho lette e scritte di storie a riguardo, ma non mi hanno contaminata. Quindi la paura non si attacca se non c&#8217;è una superficie collosa sulla quale potersi appiccicare.</p>
<h2>Il virus viaggia via telefono&#8230;</h2>
<p><em>&#8220;Ho telefonato alla mia amica, dice che è stata quattro giorni a vomitare: che mi ha attaccato il virus?&#8221;</em><br />
Per telefono?<br />
No, non vi sto prendendo in giro. Ho letto anche questo. Persone che erano letteralmente terrorizzate dall&#8217;idea di essersi prese il virus in situazioni in cui nemmeno il più stronzo dei batteri poteva agire.</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> per telefono il virus non si prende. Come non si prende se la mamma della cugina del fratello del padre del cognato del trisavoro dell&#8217;amico simpatico di quello antipatico figlio della sora Maria e del sor Amilcare ha detto che il figlio del dirimpettaio che è poi anche l&#8217;amante di Amilcare, no forse della sora Maria&#8230;vabbe&#8217;, avete capito, ha avuto il virus dieci anni fa.</p>
<p>Non sono qui per dare consigli, ma posso portare la mia esperienza che, ovviamente, <strong>non può essere presa come una verità assoluta. E&#8217;.Solo.La.Mia.Esperienza.</strong><br />
In vita mia ho avuto poche volte il virus intestinale, e quelle poche volte non ho mai vomitato, ma c&#8217;è stato sempre tanto e sfiancante <em>squarauss</em>. Ora, basandomi su ciò, non mi crogiolo nell&#8217;idea che il virus da vomito non mi toccherà mai, ma ho una base per fare due calcoli logici:se fino adesso il virus con me è stato clemente (clemente na seg&#8230;), è logico pensare che forse la gastrointestinale il mio corpo se la gioca così. Come ho detto non è sicuro, ma ascoltare le reazioni del proprio corpo è sempre gradito per capire come affronta determinati virus e attacchi per stare, se vogliamo, un tantino più tranquilli. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>E&#8217; primavera, il virus va in letargo</h2>
<p><em>&#8220;Non vedo l&#8217;ora che sia Maggio, così il virus ci lascia in pace&#8221;.</em></p>
<p>Una delle mie migliori amiche è appena uscita quattro-cinque giorni con il signor V.G., Virus Gastrointestinale.<br />
Oggi è l&#8217;8 Luglio e me lo ha detto per telefono (:D). Devo continuare?</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> l&#8217;inverno non detiene i diritti d&#8217;utilizzo del virus. E&#8217; ovviamente più facile beccarselo d&#8217;inverno, ma il signor V. G. è di base uno stacanovista e in vacanza non ci va mai. Soffre il caldo, ma è sempre disponibile per farci passare dei giorni in <em>allegria</em>. D&#8217;Estate poi fa comunella con la più gettonata congestione da cocomero.<br />
Morale? <em>Non se fugge</em>, ma è vero che ci si può rilassare un pochino, anche se io consiglio il rilassamento permanente&#8230;da intendersi come trovare un terapista bravo e licenziare la paura definitivamente. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>E non ho mica finito</strong>. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Di miti da sfatare, da entrambi le parti, ce ne sono a badilate, ma il 15 Luglio il blog va in vacanza (mica è come il virus) fino a settembre. Quindi per ora chiudo qui la rubrica &#8220;Sfatation&#8221;. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ringrazio chi mi ha suggerito le &#8220;categorie&#8221; per questo post. Lo dico così ve la prendete pure con <a href="http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/sfatiamo-un-po-di-miti.html#comments">loro</a>.</p>
<p>Prima del 15 ovviamente c&#8217;è post di saluto. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Sfatiamo un po&#8217; di miti</title>
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		<comments>http://www.emetofobiaonline.com/emetofobia/sfatiamo-un-po-di-miti.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 16:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riti magici. Fioretti. Mercanteggiata anima al miglior offerente. Ipotecato mia madre. Venduto a nuda proprietà gli organi di Pikadilly. Promesso in sposo il Piko alla prima santa con aspirazioni da peccatrice. Ho anche giurato di non nominare Star Trek per due giorni di fila. Ma niente. L&#8217;estate è arrivata. Anzi, è arrivato lui: il caldo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Ascoltare" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/ascoltare.jpg" alt="" width="150" height="163" />Riti magici. Fioretti. Mercanteggiata anima al miglior offerente. Ipotecato mia madre. Venduto a nuda proprietà gli organi di Pikadilly. Promesso in sposo il Piko alla prima santa con aspirazioni da peccatrice. Ho anche giurato di non nominare Star Trek per due giorni di fila. Ma niente. L&#8217;estate è arrivata. Anzi, è arrivato lui: il caldo.</p>
<p>Perché io non ce l&#8217;ho con l&#8217;Estate, intendiamoci, ma con il caldo, quello che zitto zitto si sfama con le mie forze.<br />
Boccheggio come un tonno. Davanti al pc divento un tonno affumicato.</p>
<p>Comunque, mentre il resto dell&#8217;emisfero boreale si prepara a farcire sundek e nanobikini, io penso alla salvaguardia mentale della specie emetofobica cercando di uccidere quelle credenze che spesso rendono la comunicazione emetofobico-tutti e tutti-emetofobico un incubo.</p>
<p>Sfatisciamo&#8230;sfatasciamo&#8230;sfatiamo un po&#8217; di miti.</p>
<h2>La Fame</h2>
<p><em>&#8220;Se vieni a casa de mi nonna all&#8217;ora de pranzo, vedi come te viene fame! Lassa perde!&#8221;</em></p>
<p>Sono anni che mi sento ripetere questa cantilena &#8220;La fame ti viene&#8221;, ma ancora non ho ben localizzato il punto esatto da dove è fuoriuscita la diceria che gli emetofobici non abbiano fame, o peggio, che non la soffrano. Ah boh.</p>
<p><strong>Sfatiamo: </strong>un vomitofobico che magari non mangia fuori/mangia poco dentro casa/rifiuta le avances della nonna che mette in tavola una vasca olimpionica sbottante di cinghiale e polenta, ha fame e la sente come tutti gli altri, forse anche di più, ma ha paura di vomitare ciò che mangia, quindi per logica evita di mangiare o si limita. E ciò non blocca la fame, semplicemente (mica tanto semplicemente) non la soddisfa perché la paura spesso è più forte dei movimenti tellurici dello stomaco.</p>
<p>Quindi, la prossima volta che incontrate un emetofobico (=la prossima volta che incontrate me), non gli mettete in dubbio la fame, perché se poco poco l&#8217;Emetofobia si distrae un attimo, quello vi sbrana.<br />
<span id="more-2422"></span></p>
<h2>Mangi qualcosa che non ti fa male ed esci</h2>
<p><em>&#8220;Vieni al poga-party/oktoberfest/rave/vomitoparty?&#8221;</em><br />
<em> &#8220;No, guarda, non me la sento e poi, sai, oggi ho poche forze&#8230;&#8221;</em><br />
<em> &#8220;Scusa eh, ma essi furba, mangia qualcosa che non ti fa male ed esci!&#8221;</em></p>
<p>Altra frase da &#8220;non c&#8217;ho capito una beata quartina, ma la soluzione è semplice, sei tu scema a non vederla&#8221;.<br />
E come ti sbagli.</p>
<p><strong>Sfatiamo: </strong> l&#8217;Emetofobia non è un&#8217;allergia ad un alimento o al cibo <em>de piombo</em>, è la paura di vomitare qualsiasi oggetto solido e inanimato e commestibile transita nella bocca per poi passare (si spera!) nelle gallerie intestinali e finire il viaggio là dove Alessia Marcuzzi passerebbe le sue giornate: <em>in the cess</em>.</p>
<p>Ora, se la logica non è un succo di frutta, quando io ti dico &#8220;Guarda, ho paura di vomitare&#8221; voglio dire che ho paura di vomitare tutto quello che mangio, dalla cosa che non mi fa male, alla cosa che mi fa picchetto sullo stomaco. L&#8217;Emetofobia è democratica. Se deve farti venire il cagotto, lo fa sia dopo un&#8217;impepata de cozze sia dopo un formaggino, quindi il &#8220;mangi qualcosa che non ti fa male ed esci&#8221; va bellamente sfatato.</p>
<h2>Oddio, scusa, ho detto &#8220;Stracchino&#8221;</h2>
<p><em>&#8220;L&#8217;altra sera ho mangiato uno stracchino che non te dico, bono. Era na crema! Oddio, scusa, ho detto &#8216;stracchino&#8217;!&#8221;</em></p>
<p>Eh? Che è una parolaccia?<br />
Ah, ho capito, è il mito &#8220;Mai parlare di cibo davanti un emetofobico, se no ci ri mane male&#8221;. Ma anche no.</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> non posso farmi portavoce per i miei colleghi di fobia, ma a me parlare di cibo piace. Amo il cibo, amo mangiare e si vede dal tempo che ci mette un qualsiasi oggetto a completare l&#8217;orbita intorno ad una mia coscia.<br />
Adesso invece penso di poter parlare a nome della maggioranza del sindacato emetofobico: il cibo non ci fa schifo, a noi fa schifo il vomito, che è diverso, molto diverso, incontrovertibilmente diverso.</p>
<p>Quindi di cibo si può parlare, anzi, con me dovete parlarne, perché devo imparare a cucinare. Attualmente i decessi causati dalle cose cucinate da me fanno invidia alla dead list di Dexter.</p>
<h2>Non voglio fare la modella</h2>
<p><em>&#8220;Devi mangiare, lo so che la società ti dice che devi essere bella e magra, ma credimi, è l&#8217;intelligenza che conta&#8221;</em><br />
Ecco, la tua ha smesso di contare?</p>
<p><strong>Sfatiamo:</strong> una persona che soffre di emetofobia non è una dietomane sotto falso nome, è qualcuno che ha paura di vomitare e di conseguenza mangia poco per evitare di rivedere il pasto appena consumato. Il che non è meno peggio del fare la fame per dimagrire, è solo diverso.<br />
Per quanto mi riguarda, l&#8217;unica linea che mi interessa è quella di confine che separa me dagli idioti. Non posso parlare per gli altri, ovviamente, ma a dieta io non ci sono mai stata e se le mie chiappe planetarie non piacciono perché va di moda la chiappa schiappata, non è mio problema.</p>
<p>Quindi Emetofobia non è un modo pià fico per dire di essere a dieta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per ora mi fermo qui. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>Un mito è difficile da sfatare, ma spero di essere riuscita in qualche modo ad azzopparne alcuni.<br />
Ovviamente, per non cadere nel mito o magari nella paura di offendere o umiliare chi ha una rogna come l&#8217;Emetofobia, è spesso sufficiente ascoltare, tendere le orecchie e sciacquare la mente da qualsiasi pregiudizio o credenza popolare. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se avete altri miti, fatemeli presente, così li sfatiamo nei prossimi post. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Istinto free</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 10:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[istinto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo: libera la bestia che in te. Oddio, sembra lo slogan di una pubblicità anni &#8217;80 o il classico titolo di un libro per depressi a vita. Evvabbe&#8217;, passatemelo, l&#8217;argomento in fondo non si dissocia tanto dalle baccalate scritte in quei libri, l&#8217;unica differenza è che dopo aver letto questo post non vi si creerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Scimmia" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/scimmia.jpg" alt="" width="150" height="175" /><em>Sottotitolo: libera la bestia che in te.</em></p>
<p>Oddio, sembra lo slogan di una pubblicità anni &#8217;80 o il classico titolo di un libro per depressi a vita.<br />
Evvabbe&#8217;, passatemelo, l&#8217;argomento in fondo non si dissocia tanto dalle baccalate scritte in quei libri, l&#8217;unica differenza è che dopo aver letto questo post non vi si creerà intorno un&#8217;aura di santità, al massimo avrete finalmente un motivo per non leggermi più. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Be&#8217;, l&#8217;argomento si è capito: l&#8217;istinto, quella robina che ti fa correre più veloce di Bolt se ti trovi davanti un leone, un Godzilla o una qualsiasi suocera rompiballs. Ovviamente non è solo questo, spiegare cosa sia in realtà l&#8217;istinto non è facile, perché fa parte di quei retaggi animaleschi che ci trasciniamo da quando penzolavamo dagli alberi e litigavamo con i vicini di ramo per una banana.</p>
<p>Il mio fedelissimo dizionario mignon lo spiega cosi:<br />
<em>Disposizione naturale, impulso</em>.</p>
<p>Definizione stitica, ma sostanzialmente esatta.</p>
<p>Con il tempo, l&#8217;essere umano ha sentito l&#8217;esigenza di tradurre la parola &#8220;istinto&#8221; con la meno animala parola &#8220;cuore&#8221;, molto probabilmente spaventato dall&#8217;idea di essere anche lui una bestia con degli impulsi naturali.</p>
<p><em>Che sei matto?Noi siamo macchine con una coscienza, abbiamo smesso di strapparci la pelle per una poco costosa banana. Eh.</em><br />
Già, solo che adesso lo facciamo per il petrolio, per la <em>iolanda</em> e per una svariata gamma di banane travestite da altro.</p>
<p>Abbiamo tradotto la parola, abbiamo perso la pelliccia, i canini e la coda di dietro si sono rattrappiti, ma la sostanza non cambia: siamo bestie istintive che però tentano di smorzare l&#8217;istinto. Riuscendoci tanto quanto io riesco a risolvere un&#8217;equazione matematica senza farmi saltare tutte le sinapsi, aggiungerei. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-2359"></span>E sì, lo ammetto, anche io prima lo chiamavo &#8220;cuore&#8221; perché pensavo che &#8220;istinto&#8221; fosse una bestemmia. Ritenevo che agire istintivamente per me significasse sbagliare e poi pentirsi, poi però, qualche settimana fa, ho capito che più tagliavo le zampe al mio istinto e più l&#8217;Emetofobia galoppava ignuda e spensierata nella mia vita. Quella notte ho deciso di liberalizzarlo, di legalizzarlo, di farlo diventare qualcosa che mi muovesse aiutato dalla ragione. E questo non vuol dire asseconsare l&#8217;irresistibile impulso di ammazzare le piante della vicina di casa quando invadono il mio balcone, bensì lasciare che ragione e istinto non siano due cose divise da me, ma unite da un vincolo di collaborazione, affinché entrambi lavorino per me e non contro di me, come è sempre stato.</p>
<p>Cosa è successo? Che mi sento meglio.<br />
Ovviamente i contrasti mi arrivano fino a Saturno, spesso passo intere nottate a fissare il soffitto con grande rodimenti di c., ma ormai sono abituata ai signori <em>Nonlofare</em> e <em>Fallo, </em>in ogni caso sento di arrivare pian piano ad un punto in cui le due correnti che generano <a href="http://www.emetofobiaonline.com/stasus/di-tornadi-e-auguri.html">il famoso tornado</a> la smettano di picchiarsi a sangue, lasciando dentro di me pace, amore e tanta tranquillità. Ops, sto confondendo l&#8217;uscita dall&#8217;Emetofobia con l&#8217;entrata in paradiso. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Be&#8217;, da quando ho iniziato a liberarmi delle rogne da donna comandata dalla sola ragione, mi sono trovata di fronte una società di castrati. In ogni dove l&#8217;istinto è visto come il male e mi sono interrogata spesso sui perché ci sia questo bisogno di soffocare non solo &#8211; e giustissimamente -  gli istinti negativi (violenza in primis), ma anche quelli positivi, quelli che farebbero star bene la persona e la società stessa, tipo il cibo e il sesso.</p>
<p>Ultimamente ho la sensazione che questi due soggetti siano nemici, non più amici come lo erano qualche milione di anni fa, quando mangiare era un bisogno, non una violenza contro il girovita, e il sesso era la risposta ad un bisogno istintivo sia fine a se stesso sia volto alla moltiplicazione, conosciuta come riproduzione, non un <em>Fighetteria Generator.</em></p>
<p>Pubblicità, giornali, tv e, peggio, molte persone sembrano urlare un sillogismo che a mio avviso è pericoloso nelle lunghe distanze di tempo:</p>
<p>Se mangi ingrassi.<br />
Se ingrassi non sei attraente.<br />
Se non attrai non fai sesso.<br />
Se non fai sesso sei uno sfigato.<br />
Quindi se mangi non fai sesso e sei uno sfigato.</p>
<p>E allo stesso tempo, paradosso dei paradossi, il sesso viene ancora visto come un atto sporco e sbagliato, tant&#8217;è che lo si usa ottocentescamente per macchiare la reputazione di un politico (al  primo che mi berlusconizza la frase deve venire una dissenteria fulminante), di una donna arrivata al potere non per la sua competenza sopra la scrivania ma sotto, e anche di un/una signor/a nessuno che viene condannato/a perché ha osato rispondere al suo bisogno istintivo di accoppiarsi ripetutamente con donne/uomini diverse/diversi in una sola settimana, ma anche con una/uno sola/solo. (Dopo questa frase ho il reflusso da barretta.)</p>
<p>Insomma, da una parte te lo legalizzano dicendo che se non lo fai sei uno sfigato, dall&#8217;altra ti dicono che  è sbagliato, sporco e peccaminoso e ti condannano a uomo/donna che non si sa controllare e quindi inaffidabile. (Argomento trattato <a href="http://www.gallinesullaluna.com/2011/03/sesso-di-scambio.html">qui</a>.)</p>
<p>Allora, salto tutto e mi domando: <strong>quand&#8217;è che l&#8217;uomo ha deciso di annerire gli istinti positivi? E perché se si risponde a questi istinti, si arriva per direttissima ad essere una persona che non si sa controllare?  Perché anche quando non fa male a nessuno è visto come sbagliato?<br />
</strong></p>
<p>Vedete? Tutto torna anche con la signora Emetofobia che spesso è legata, come nel mio caso, all&#8217;autocontrollo.</p>
<p>Quindi: <strong>se io ad un certo punto mi sono resa conto che castrare i miei istinti positivi voleva dire affogare ulteriormente nell&#8217;Emetofobia, è ragionevole pensare che forse anche la società soffre per aver decretato che rispondere al proprio istinto vuol dire non sapersi controllare ed essere paragonati agli animali come se l&#8217;essere animali fosse assolutamente negativo?<br />
</strong></p>
<p>La risposta penso di saperla, ma preferisco non allungarvi il brodo.</p>
<p>Una cosa è certa: non posso più vivere solo con la ragione. Ho bisogno che la scimmia alloggiata in me venga fuori a mangiarsi la banana senza star lì a pensare se la rivedrà o meno e questo lo avrò solo quando la smetterò completamente di tagliare le balls all&#8217;istinto.</p>
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		<title>Il potere&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 08:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>
		<category><![CDATA[altri]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ah, no, guarda, IO non dico niente a nessuno perché se no do agli altri il potere su di me!&#8221; Fin da quando ho inizializzato il blog (oggi mi piace il verbo inizializzare, l&#8217;ho usato anche stamattina per dire che ero sveglia: &#8220;Mi sono inizializzata&#8230;&#8221;), il terrore di coloro che mi vogliono bene (o fingono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tu si pazz" src="http://www.emetofobiaonline.com/images/pazz.jpg" alt="" width="150" height="212" />&#8220;Ah, no, guarda, IO non dico niente a nessuno perché se no do agli altri <strong>il potere su di me!</strong>&#8221;</p>
<p>Fin da quando ho inizializzato il blog (oggi mi piace il verbo<em> inizializzare</em>, l&#8217;ho usato anche stamattina per dire che ero sveglia: &#8220;Mi sono inizializzata&#8230;&#8221;), il terrore di coloro che mi vogliono bene (o fingono alla grande di volermene) è quello del presunto <em>potere</em> che ho messo nelle mani del mio prossimo dopo il coming out.</p>
<p>Il <em>potere</em> non è nient&#8217;altro che il rischio di essere presa per pazza o comunque di non essere ascoltata in nessuna sede di dibattito, dando oltretutto agli altri la possibilità di manovrarmi come vogliono, sbattendomi in faccia, o per meglio dire, ricattandomi con la mia stessa paura: l&#8217;Emetofobia.  (Già immagino la scena: &#8220;O fai come dico io o dico a tutti che hai l&#8217;Emetofobia!&#8221; e io: &#8220;Ommioddio! Ah&#8230;ma&#8230;già lo sanno tutti&#8230;&#8221; <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> .)</p>
<p>Praticamente, dichiarando al mondo che ho l&#8217;Emetofobia, tutte le mie cellule hanno firmato un contratto senza ritorno in cui chiunque encefalogramma piatto di questa terra ha il diritto di:</p>
<p>- giudicarmi idonea o meno a prendere decisioni importanti<br />
- rastrellarmi via il diritto di parola<br />
- discutere tutto quello che dico<br />
-  agire su di me o sui miei comportamenti come meglio crede, senza vedersi arrivare un cazzotto in pieno muso o un <em>vaffa</em> interpuntivo che metta fine a qualsiasi tipo di rapporto con presunto essere monocellulare</p>
<p>Si può dire che esplicitare una qualche tipo di fobia equivale a mostrarsi incapaci di intendere e soprattutto di volere, deboli, discutibili, indifesi e manovrabili.<br />
<em>Sono sconveniente se rido di questa cosa fino a farmi uscire la milza a tranci dalla schiena?<br />
<span id="more-2346"></span></em></p>
<p>Ok, devo ammetterlo, non hanno del tutto torto, ma il dichiararsi Xfobico non c&#8217;entra un buco. A breve i perché.<br />
E&#8217; vero, dopo il coming out, laddove tu rimani lo stesso, i personaggi della tua storia subiscono una delle seguenti trasformazioni:</p>
<p>1) Parenti, amici e/o conoscenti ti guardano come se fossi una bomba inespolsa della seconda guerra mondiale; li vedi passarsi i pizzini nei quali c&#8217;è data e luogo d&#8217;incontro per parlare di cibo, argomento che non fanno mai cadere di fronte a te; quando tuo fratello vomita per tutta la notte tirandosi su pure la prima poppata, ti dicono che quello non è vomito, ma solo uno starnuto che ha sbagliato strada; mentre mangi controllano i moti del <em>gargarozzo</em> per capire se stai inghiottendo o nascondendo il cibo in qualche punto della bocca, che ne so, tipo nel cratere lasciato dal dente del giudizio; se siete in giro, localizzano i ristoranti come se fossero posti di blocco della finanza e li evitano tracciando un&#8217;orbita secolare intorno alla zona rossa. Ecc. ecc. Insomma, si preoccupano. Decisamente troppo, ma è apprezzabile.</p>
<p>2) Parenti, amici e/o conoscenti che riescono a far diventare la dichiarata Emetofobia un&#8217;arma da puntarti addosso in qualasiasi momento, in qualsiasi luogo e per qualsiasi motivo, sia nel bene che nel male. Allora ti trovi con persone che discutono con te buttando ad ogni punto il dubbio circa la tua sanità mentale;  ti trovi con quelle che &#8220;Ah, dici che tentare di avvelenare mia moglie non è una cosa normale? E tu allora, che non esci dopo mangiato, tu credi di essere normale?&#8221;; con quelle che &#8220;Non gli dare retta, non ci sta con la testa&#8230;&#8221;; con i dottori che &#8220;E&#8217; ansia&#8221; anche quando ti presenti all&#8217;ospedale con un braccio staccato di 3/4 dal resto del corpo; con quelle, le peggiori, che tentano di farti il doppio buco al sedere credendoti debole e indifeso; con quelle che non ti chiamano per uscire perché &#8220;Sapevo che non saresti venuta&#8221; quando invece non ti ci vogliono proprio; con quelle che ti considerano un virus e se ti incontrano per strada ti saltano come una m. di cane; con quelle che hanno fatto girare la notizia della tua Emetofobia per tutto il sistema solare che ha cambiato braccio della galassia pur di evitare qualsivoglia incontro, sai per evitare contagi; quelle che hanno sempre avuto paura di tutto, ma adesso che sanno di te, sei TU che le fai star male. Ecc. ecc.<br />
E queste sono le persone che credono di avere il <em>potere</em> e lo usano.</p>
<p>3) Parenti, amici e/o conoscenti prendono atto e si limitano ad aiutarti se chiedi aiuto, a stare fermi se chiedi loro di stare fermi e, meraviglia delle meraviglie, non ti trattano diversamente da prima. Inutile dire che è il gruppo che mi piace di più.</p>
<p>Decisamente <em>dopo</em> le cose cambiano in qualche modo, ma sta sempre a noi cercare di non farle cambiare a nostro sfavore.<br />
In verità non c&#8217;è nessun <em>potere</em>, ma solo una grassa e vaccosa ignoranza che ancora una volta si mostra in tutta la sua lardosità.</p>
<p><strong>Il presunto <em>potere</em> viene dato agli altri nel momento in cui si permette che l&#8217;altrui viscido pensiero entri a disidratare la nostra sicurezza, o peggio, il nostro essere. E qui il dichiarare o meno un problema psicologico o un qualcosa che per noi è sinonimo di debolezza non ha alcuna responsabilità. Ma per niente per niente.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Lasciare che gli altri scorrazzino liberamente nel nostro campo è un programma preinstallato nell&#8217;hard disk, non è un virus che si installa dopo l&#8217;Emetofobia, è un lato del carattere già esistente che magari s&#8217;indebolisce con la fobia, ma non viene generato da essa. Esperienza docet.</p>
<p>Devo ammettere che in questi anni ci sono stati vari tentativi di prendermi il <em>potere</em>. Molti, sentendosi forti rispetto a me perché autodichiarati privi di problemi, hanno cercato di piazzarmi come un soprammobile incapace di decidere per sé o di avere un pensiero puro, privo di quell&#8217;alone &#8220;malato&#8221; che a troppi italiani piace dipingere sulla testa di chi, sano o meno, la pensa e si comporta diversamente.</p>
<p>Se un <em>potere</em> c&#8217;è, non viene affidato agli altri dopo il coming out, bensì prima. Una persona che nonostante la fobia si sente in qualche modo forte nel suo carattere e nella purezza delle sue idee, non teme nessun <em>potere</em> ed è in grado di difendere la sua persona al di là della fobia e di quanti la conoscono. Se è necessario, ti manda a spalare letame lo stesso e senza star lì a tirar di conto.</p>
<p><strong>La paura non rende debole nessuno e la stronzaggine non è un potere. L&#8217;ho sempre saputo ed è per questo che posso parlare di Emetofobia senza sentire di affidare il <em>potere</em> a qualcuno.</strong></p>
<p>Voglio dire, l&#8217;ultimo che si è illuso di avere il <em>potere</em> sta ancora cercando di capire come mai quell&#8217;essere che pensava un leprottino gli ha staccato una mano a morsi.</p>
<p>I&#8217; ve Got The power! <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Vi racconto la fame</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 16:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fame]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La fame è brutta.&#8221; Lo abbiamo detto tutti almeno una volta nella vita, ma quanti di noi l&#8217;hanno effettivamente provata? Parlo della fame di settimane che finiscono per sembrare secoli, non del languorino tra il panino e la Fiesta. Non lo so, be&#8217;, io ho assaggiato quella che arriva a cibarsi del cervello e voglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La fame è brutta.&#8221;<br />
Lo abbiamo detto tutti almeno una volta nella vita, ma quanti di noi l&#8217;hanno effettivamente provata? Parlo della fame di settimane che finiscono per sembrare secoli, non del languorino tra il panino e la Fiesta.</p>
<p>Non lo so, be&#8217;, io ho assaggiato quella che arriva a cibarsi del cervello e voglio provare a spiegare cosa si vive quando lo stomaco diventa un verme che ti mangia da dentro.</p>
<p>Ho dimenticato quasi tutto di quel periodo, ma non la fame, perché una sensazione così non la scrosti via né dalla memoria né dal corpo, anche se di mezzo ci sono dieci lunghi anni.</p>
<p>La fame è come un leone che comincia a leccarti quando ancora sei vivo. La prima fase è sopportabile, lei se ne sta nello stomaco e lancia gridolini cui fai indubbiamente caso, ma non li lasci giocare con la tua lucidità. E&#8217; quando dallo stomaco comincia a soffiare un vento di debolezza passando prima per le gambe e poi tornando su verso le braccia per arrivare poi al cervello, è lì che hai la sensazione di essere divorato e ignorare è impossibile.</p>
<p>E&#8217; come se il cervello fosse la parte superiore di una clessidra e lo stomaco la parte inferiore, piano piano avverti una sorta di leggerezza pesante e hai la sensazione di vedere tutto il contenuto del cranio scivolare via dal collo della clessidra per arrivare allo stomaco senza mai saziarlo. Ripeto, senza mai saziarlo. (In questi anni l&#8217;ho sempre descritta come la sensazione dello stomaco che sbrana il cervello.)</p>
<p><span id="more-2301"></span>I pensieri iniziano a sbiadire, cerchi di metterli a fuoco e certe volte ci riesci, ma mantieni i colori vivi per pochi secondi, poi ogni cosa torna nella nebbia. Tutto questo mentre cerchi di togliere il peso all&#8217;aria che entra nei tuoi polmoni: anche respirare è una faticosa arrampicata.</p>
<p>Avverti la costante sensazione di avere un bisonte sulle spalle e una voragine nell&#8217;esofago. Braccia e gambe ci sono ma è difficile comandarle, una penna è un mattone e camminare per pochi metri è drammatico anche da pensare; sbattere le palpebre smette di essere naturale e diventa un obiettivo, come anche tenerle completamente aperte. In verità tutte le funzioni istintive come respirare, muovere bocca e occhi mutano in azioni ponderate, devi ricordartele, come se tutto l&#8217;istinto si concentrasse in un unico bisogno: mangiare.</p>
<p>Ad un certo punto ti viene quasi la voglia di eliminare qualche pezzo di corpo, a partire dalla testa che sembra accumulare peso ogni giorno di più; e quando pure le scorte di equilibrio finiscono, l&#8217;intero fisico è irresistibilmente attratto dalla forza di gravità e la morte non sembra più così amara, si presenta sottoforma di sonno, un sonno del quale è difficile vederne la fine soprattutto perché richiede troppo sforzo pensare al domani, al futuro, alla vita che continua.</p>
<p>E qui mi sono fermata io, al prima di dormire.</p>
<p>Questa è la mia esperienza con la fame provata dieci anni fa e mai dimenticata.<br />
Da un certo punto di vista è stata la paura a salvarmi dall&#8217;accogliere quel sonno come l&#8217;ultimo della mia vita, perché se avevo ancora paura di stare male piuttosto che di morire, allora voleva dire che un contatto con la vita era aperto e poi avevo sempre amato il cibo e questo pensiero creò un piccolo buco salvifico: cominciai a distinguere la paura di vomitare da quella di mangiare.</p>
<p>Ho allargato quel buchino proprio passando sul filo della paura e sono tornata a mangiare, prima solo un pacchetto di pavesini alla mattina, poi, piano piano, pranzi e cene completi per arrivare a stabilizzarmi nonostante la fobia sia ancora presente in queste lande. <img src='http://www.emetofobiaonline.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non ho mai sopportato chi la fame l&#8217;ha sempre avuta in bocca e mai nello stomaco, proprio perché nemmeno io posso dire di aver provato quella che ti fa arrivare a due secondi dalla morte, ma di certo posso confermare che prima di poterci chiamare &#8220;morti di fame&#8221; o &#8220;affamati&#8221; (anche solo in senso figurato) bisogna frenare un attimo e pensare se stiamo parlando di fame da &#8220;a pranzo un panino/pomeriggio una Fiesta&#8221; o di quella fame sbranante che sembra fare del nostro corpo carne da macello mai sufficiente per saziare la bestia. C&#8217;è differenza.</p>
<p>Sì, è vero, ero io a rifiutare completamente il cibo, ma la fame è come un coltello che ti ferisce: fa male lo stesso se a impugnarlo sei tu o qualcun altro.</p>
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		<title>La conversione</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emetofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che sto attraversando è uno dei tornadi interiori più &#8220;distruttivi&#8221; della mia vita. Nemmeno quando (soprav)vivevo con un pacchetto di pavesini al giorno avevo così tante convinzioni scoperchiate, sicurezze sradicate e stati d&#8217;animo che cambiano continuamente senso di rotazione. Ieri ero al supermercato, mentre operavo una delle scelte più difficili da quando bazzico il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sto attraversando è uno dei tornadi interiori più &#8220;distruttivi&#8221; della mia vita.<br />
Nemmeno quando (soprav)vivevo con un pacchetto di pavesini al giorno avevo così tante convinzioni scoperchiate, sicurezze sradicate e stati d&#8217;animo che cambiano continuamente senso di rotazione.</p>
<p>Ieri ero al supermercato, mentre operavo una delle scelte più difficili da quando bazzico il banco dei succhi di frutta (<em>prendere il succo alla pesca buono, ma che costa un arto, o alla quello alla pera che fa schifo, ma costa poco?</em>), sono stata investita da un vero e inconfondibile attacco di panico che si è manifestato con una nausea da manuale e con giramenti di testa al limite dello svenimento.</p>
<p><strong>E per la prima volta non ho avuto paura di vomitare, ma di perdere il contatto con la realtà.</strong></p>
<p>Ho arraffato il succo di frutta alla pesca e ho rombato verso la cassa cercando di respirare meno cinghialmente possibile e di mantenere un comportamento civile, sì, insomma, cercando di non fare la palla da bowling in mezzo all&#8217;intasamento di carrelli e casalinghe.</p>
<p>Alla cassa ho avuto il secondo scossone, ma sono riuscita a rimanere in piedi.<br />
Sono tornata a casa con la spesa per la settimana fatta a metà e una convinzione: <strong>l&#8217;Emetofobia si sta trasformando in qualche altra cosa.</strong></p>
<p>Il che era prevedibile e logico, in un certo senso, semplicemente perché non ho ancora abbandonato la signora &#8220;Controllo tutto&#8221;.<br />
Non riesco a lasciarmi libera completamente. Mi torturo ogni minuto, anche quando sono sola, affinché la mia parte deprecabile (o qella che io considero tale) non venga fuori. L&#8217;ho fatto per 27 anni sacrificando amicizie, parentela, amori, passioni, diplomi, lauree, momenti della vita che non torneranno pur di controllare quella parte di me che reputo inaccettabile e colpevole per l&#8217;abbandono primordiale da parte dell&#8217;essere che mi ha generato e poi ha marinato la paternità.</p>
<p><span id="more-2270"></span>Ed è qui che il tornado prende forma, da queste due correnti di aria opposta.<br />
Più la mia parte razionale cerca di perdere il controllo (lo stesso che non ho voluto perdere per 27 anni), più la massima autorità addetta all&#8217;inconscio cerca invece di lasciarlo in catene.<br />
Si sono come invertiti i ruoli: prima ero io a non volerlo perdere, mentre la me là dentro voleva disfarsene, ora che mi sono convinta a liberarmene, lei si oppone.</p>
<p>E dal momento in cui ho deciso razionalmente di perderlo a discapito dell&#8217;immagine che ho voluto dare per tutta la mia dannatissima vita, l&#8217;Emetofobia (legata al controllo ragionato) si fa da parte e lascia subentrare qualche altra cosa che io non posso manovrare, o peggio, riconoscere. Qualche altra cosa che sta prendendo il posto dell&#8217;Emetofobia.</p>
<p>Forse è l&#8217;ultimo colpo di coda di una fobia che si è affezionata a me e cerca di comunicarmelo alla sua maniera, facendomi tremare davanti il banco dei succhi di frutta. Una cosa indegna che non dovrei nemmeno raccontare, in verità.</p>
<p>Non lo so, avevo <a href="http://www.emetofobiaonline.com/stasus/di-tornadi-e-auguri.html">previsto il tornado</a>, ma non pensavo fosse così sconvolgente.<br />
Se solo potessi avere House a disposizione sarebbe tutto più chiaro, ma visto che non posso permettermelo, dovrò arrangiarmi.</p>
<p>Come al solito.</p>
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