Come la vivono loro?
Oggi sono andata a trovare la mia fabbricatrice nella scuola dove di solito mima il lavoro.
Mentre faceva lo slalom tra vichinghi alti meno di un metro e maestre con i nervi aggrappati al soffitto, mi ha chiesto come stavo.
Domanda retorica, è vero, ma oggi l’ho sentita diversa, forse più penetrante del solito.
La risposta non mi è piaciuta, anche se è uscita dalla mia bocca: “Mamma, io non ho futuro”.
Lei non ha controrisposto, ma dentro quegli occhi color cielo tiepido c’era tutto un papiro di preoccupazioni che ho troppo dato per scontato in questi anni.
Tornata a casa mia, ho salutato la controparte domandandomi questa semplice cosa: sto perdendo solo io?
Da questa domanda ho costruito tutto un monterozzo di interrogativi che prima non mi ponevo, concentrata com’ero ad alimentare l’idea di essere l’unica stramaledetta vittima.
Andando indietro nel tempo, ho rivisto mio fratello e mia madre sopportare i miei giorni di fame estrema, quando, come pasto del giorno, un pavesino era poco e due erano troppi.
Che razza di vita hanno vissuto mentre io cercavo di non morire di fame?
E la persona che vive con me, che ogni giorno mi vede rinunciare a qualcosa, a cosa sta rinunciando per causa mia?
Non me lo sono mai chiesta perché loro mangiano tranquillamente, loro hanno un lavoro, loro escono e si prendono un gelato senza vederlo come qualcosa che di sicuro li farà star male.
E mi sono stupita di quanto io sia stata così superficiale nel pensare che in questo giochetto del dolore l’unica a perderci fossi io.
Oggi ho ancora più voglia di tornare da House.
Vip che soffrono di Emetofobia
Oddio, dei vipsE non è che mi importi molto, anzi, meno penso a quanto prendono solo per dare aria ai denti davanti ad una telecamera e meglio sto, però in questo caso “fanno comodo” (W l’opportunismo nazionalpopolare).
Dal vangelo secondo Gatto Nero, scopro che ci sono personaggi abbastanza famosi che hanno fatto outing, sdoganando la parola Emetofobia nel mondo delle celebrities.
Mentre leggevo gli articoli di un maisentitnominare Charlie Brooker (spacciati sempre da Gatto Nero, articolo 1, articolo 2, articolo 3 ), mi chiedevo due tre cose:
a) Quale zampa di tavolo sta pareggiando, il mio libro di inglese?
b) In Italia ci sono attori/attrici/presentatori/vipsE che soffrono di Emetofobia?
c) E se ci sono, lo hanno mai detto pubblicamente, magari in uno di quei giornali di tipo casalingo che per incartare le uova sono il massimo?
Non c’è dato saperlo, online si trova il nulla più totale sull’argomento.
Comunque sarebbe utile avere una persona famosa disposta ad espatriare l’Emetofobia dal girone delle paure dannate nel quale adesso si trova, costretta con il naso in su a guardare il limbo delle fobie più commerciabili.
Intanto si cerca di informare (che è diverso da voler guarire…dovrò scriverlo in copto, magari è più comprensibile) e di portare il verbo dove ancora vige il ritenersi pazzoide. Poi se qualche vipsE ha voglia di usare i potentissimi mezzi che possiede per nutrire il bambino dell’informazione, sarebbe fantastico, visto che giornali e riviste cui ho scritto si sono presi l’impegno concreto di ignorare qualsivoglia comunicazione riguardante l’Emetofobia.
Com’è che recitava la risposta di quella rivista cui ho pregato per un trafiletto?
Ah sì, “Non è un argomento che possa appassionare i nostri lettori”. Sicuro, i vostri lettori sono le mie uova!
Ghe pensi mi
Secondo me, quando ancora il mondo era un impasto di terre tutte unite, esisteva un’isola distaccata dal malloppo principale, un’isola chiamata sicuramente Isola di Scemenza.
C’erano alberi per gli scemi, animali per gli scemi, cibo per gli scemi. Tutto moddato per gli scemi.
La Pangea se la teneva lontana, ogni volta che l’isola si spostava verso di lei, Pangea alzava la gonnella e scappava dall’altra parte del mondo. Poi, però, il mondo è finito e l’isola di Scemenza ha finalmente toccato la terra ferma, e da allora gli scemi hanno abitato insieme alle persone normali, moltiplicandosi, anzi no, miliardoplicandosi.
E io ne conosco almeno una dozzina di questi discendenti di Scemenza. Tipo E.
Conosco E. da quando andavo a liceo, lei sa dell’Emetofobia.
E.: “Ti ho preparato un dolcino!”
Io: “Uh, ma grazie, non dovevi disturbarti, davvero…ti dispiace se lo mangio a casa?”
E.: “Ah, ancora non sei guarita dalla tua malattia?” (In una domanda di così poche parole, già ha srotolato due sfondoni.)
Io: “Ehm, no, il percorso è lungo…ci vuole un po’ di tempo…e poi ora non posso vedere House perché sono in carestia di soldi…”
E.: “Ah, ma ce la farai benissimo da sola…vedrai…”
Quel vedrai aveva un accento donvitocorleonesco…
Settembre e il vino sbiadito
Ariecchice.
Alla fine settembre è arrivato, ma per la prima volta dico che è arrivato troppo presto.
Questa estate non mi ha fritta e impanata come le altre, anzi, mi ha regalato la gioia di risparmiare sul ventilatore. L’estate perfetta praticamente.
In questo mese di ferie ho…lavorato, lavorato e ho fatto anche qualche altra cosa…ah, sì, ho lavorato, e il blog lo dimostra.
Nuova faccia, nuovi progetti, nuovi scopi, nuovo tutto, insomma.
Partiamo dalle novità del blog.
Be’, l’ho detto, ma si vede: la grafica.
Mi ero stancata di quel block notes amorfo, così ho voluto evolverlo in un block notes con evidenti problemi di alcool, visto la presenza del color vino sbiadito.
Essendo un blog particolare, la scelta del colore è stata una cambogia, ho provato anche il verde vomito, ma c’era qualcosa che mi diceva di non utilizzarlo…, così ho optato per il vino sbiadito. Perché? Sicuramente perché il mio uso dei colori è indegno. Comunque così è: se vi piace è bene, se non vi piace non me lo dite, perché già lo so.
In cima fanno capoccella il menu orizzontale con tutte le pagine più importanti più il forum e il campo ricerca, che verrà usato solo da me, praticamente.
Nell’header (che sarebbe la parte con sfondo floreale) ci sono il monito con link al disclaimer (da leggere attentamente) e i banner “Chi è il Dr House” (l’ho dovuto mettere in evidenza perché molti pensavano che io credessi davvero di essere in cura dall’ House della tv), “Forum”, “La tua Storia” e “Scemita”, così da rendere più chiare le varie sezioni del blog.






