Non è così proprio per niente

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (2)
30
May
2010

Donna al supermercato: “Eh sì, non esco più con le amiche…ma che ci vuoi fare, il matrimonio è così.”

Ecco, dopo i volemisebene, i vabbenismi e gli ormai, è così è l’espressione che più odio universalmente, perché per me niente è così, tutto può essere diverso. Sempre. Comunque. In qualsiasi situazione. Ci deve essere un’alternativa, anche solo mentale.

Lo ammetto, a volte, guardando il futuro, vedo ancora l’emetofobia lisciarsi la mia vita con mani incartapecorite e lunghe unghie affilate, ma se credessi veramente che tutti gli sforzi che sto facendo per uscirne non servissero a nulla, mi arenerei sul divano e vaffanlì a tutto!

Ho davvero provato a farlo, a mollarmi sul divano aspettando che la famosa manna dal cielo scendesse ad aprirmi la porta d’uscita dall’emetofobia, senza il minimo sforzo da parte delle mie regali chiappe. Ho anche in qualche modo sperato che il pendolo di Poe si materializzasse sopra la mia testa per concludere tutta questa vita in modo molto teatrale, tuttavia non ce l’ho fatta, perché quello era solo un è così mascherato, e appena l’ho scoperto sono saltata giù dal divano e ho cominciato febbrilmente a fare qualcosa, qualsiasi cosa pur di non farmi mangiare dai vermi dell’è così.

Mi fa senso solo a scriverlo, è così.

Quando mia madre troneggiava su un letto del San Camillo (Roma), incontrai una vicina di casa che, con sforzo titanico, mi chiese come andavano le cose. Io avevo sedici anni e tutta la voglia di farle andare in qualche modo bene, anche se andavano di schifo.

Lei: “E’ dura, lo so, anche mia madre sta male, ma che ci vuoi fare, è così“.

A parte che lei aveva almeno quattrocento anni più di me, quindi, se la madre stava male, forse, dico forse, era anche un tantino normale, considerando oltretutto i 96 inverni sulle spalle della vecchia mamma, ma poi io qualcosa volevo farci, perché per me è così significava arrendersi anche se c’erano margini notevoli di miglioramento.

Leggi tutto

Terapia Gratta e vinci

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (10)
27
May
2010

Dopo aver pubblicato questo post, probabilmente sparirò almeno fino alla prossima glaciazione, così, tanto per esser certi che la mia reputazione si rivergini per bene. :D

Stanotte, mentre cercavo di acchiappare il sonno, ho elaborato una sorta di piano strategico per potersi curare con un terapista (di Paperopoli, probabilmente) nonostante la sempreverde siccità finanziaria.

Il sistema è semplice, non richiede l’utilizzo di lombi e parti anatomiche poco battute dal sole, né pagamenti in natura (prodotti caseari o frutta e verdura scappata dalle casse dei banchi al mercato).

Si chiama “Terapia Gratta&Vinci”.
Si va dal proprio psicologo/psichiatra/santone di fiducia e si stipula una sorta di contratto tra le parti. A titolo d’esempio chiamerò le parti A e B: A sta per paziente, B sta per psicocologo/psichiatra/santone.

Funziona così: B elargisce sedute gratuite ad A, A si impegna a comprare un gratta e vinci da cinque euro ogni settimana, se ci sarà una vincita, di qualsiasi somma ed entità, si farà a mezzi, tranne quando la somma vinta corrisponde al totale delle sedute effettuate da B.

Leggi tutto

Radio Mesorottale e aperitivi

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (7)
19
May
2010

Ultimamente sono costantemente sintonizzata su Radio Mesorottale.
Non mi va bene mai niente. Tutto fa schifo.
Non so scrivere. Non so fare il mio lavoro. Non so parlare.
Mi prenderei a elencotelefonicate sulle giunture quando vado in’overdose di vittimismo.
Eppure, anche con l’occhio ripulito dai residui di autocommiserazione, riesco a vedere che in quel vittimismo qualcosa di vero c’è.

E mi imbisontisco di più.

La lagna della settimana si chiama Aperitivo.

“Per colpa dell’emtofobia, non ho mai preso un aperitivo.”

Sì, soprattutto perché sono astemia. Il punto non è questo (alla fine posso prendere la parola aperitivo e applicarla ad un non-aperitivo), il punto è che io  sento di non poter scegliere. E’ NO e basta. Non c’è un potrei, ma non voglio. E’ no. Fine della discussione.

Prima di Natale sono andata con i residui di amici in un locale dove sono soliti fare gli happy hour (quello che a Milano è roba da paleolitico, qui diventa faccenda futuristica): loro mangiavano, io guardavo. Loro bevevano, io guardavo. Loro rimangiavano, io guardavo. Loro ribevevano, io guardavo. E così, random, per tutta la sera.
Mi sono divertita perché ormai sono abituata al “Ionograzie”, ma ho promesso a me stessa di non farlo mai più, semplicemente perché mi fa male.

Leggi tutto

Un anno fa, dieci anni fa

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (3)
15
May
2010

E’ strano quando ti ritrovi a camminare su una qualsiasi data dispersa nel calendario e ti accorgi di aver messo piede su un numero che tanto sconosciuto non è.

E succede anche quando quella data significa qualcosa, sei lì che festeggi o ti crucci per il ricordo di quel giorno di tanti anni fa, poi ti capita di sabotare il tuo stesso sguardo a favore di un foglietto, uno di quelli che non dovresti più avere, lo prendi, lo esamini, ed eccola di nuovo: la data.

Leggi cosa si porta sulle spalle, e non ci credi: è passato già un anno?

Oggi mi sono alzata consapevole di dover ricordare qualcosa di profondamente triste: dieci anni fa a quest’ora ero china sul pavimento del bagno a raccogliere il dolore di mia madre ( se trasformate la parola “dolore” con “vomito” è la stessa cosa, è quel che facevo).

Quel giorno non ero andata a scuola proprio perché lei stava male.
Mentre il buio sorvegliava la sua stanza, io me ne stavo a leggere La morte della bellezza (Patroni Griffi) nella stanza attigua alla camera. “Così la sento se chiama”, ho pensato.

Per me tutto era adolescente, la mia immaginazione non riusciva nemmeno a salire la scala delle responsabilità, aveva le gambe troppo corte.
Eppure quel giorno qualcosa cambiò e io non fui più piccola abbastanza da potermi affidare ad un “passerà” o alle braccia dei grandi.

Forse è stato lì che ho cominciato ad odiare gli adulti.
Leggi tutto

Primavera incontinente e capelli crespi

Scritto da: Pikadilly | In: Senza pensieri | commenti Commenti (13)
14
May
2010

Sono argomenti molto emetofobici, in effetti… :D

Dopo due settimane passate a pulire, sgrassare, debellare il virus blogintestinale che ha colpito queste pagine, posso finalmente annunciarvi che il blog è pulito, sgrassato, debellato…be’, no, debellato no, però privo di ogni malefico batterio virtuale.

Ecco, dovrei pensare a fare la stessa cosa con le mattonelle della cucina… :D

Cambiamo (furbescamente) argomento.

Voglio dirlo anche io: dov’è la primavera?
Non sono molto avvezza alle temperature primaverili-estive, però questo tempo ormonalmente scompensato sta facendo diventare i miei capelli commestibili per vacche e altri animali da fieno.
Ho i capelli esfolianti! Se ci passo la mano mi levo tre piani di smalto dalle unghie!

Lo so cosa state pensando: con tutti i problemi che l’emetofobia provoca, tu ti crucci per un po’ di crespolino.

Leggi tutto

Di aggiornamenti e altro

Scritto da: Pikadilly | In: News dal blog | commenti Commenti (1)
12
May
2010

Sto facendo una delicata operazione chirurgica al blog.
Alcuni commenti lasciati tra ieri e l’altro ieri sono andati persi.  Spero vogliate perdonarmi, altrimenti vi manderò un’anatema per farvi sparire il brioschi dalla credenza.

Ovviamente scherzo. :)
A breve tutto dovrebbe tornare alla normalità…almeno qui sul blog. :D :D

Oggi mi voglio lamentare

Scritto da: Pikadilly | In: Status | commenti Commenti (3)
5
May
2010

Oggi mi voglio lamentare perché sono stufa di curare la lamentela prima del suo insorgere.
Oggi mi voglio lamentare perché mi sono svegliata e il blog aveva un virus che ha fatto ammalare il mio portatile e costretto il computerchirurgo di casa a operarlo d’urgenza.

Oggi mi voglio lamentare perché se lo fa Paris Hilton, posso farlo anche io.
Oggi mi voglio lamentare perché non ho soldi per andare da House e fra qualche giorno la mia terapia con lui avrebbe compiuto il suo primo anno.
Oggi mi voglio lamentare perché se avessi avuto i soldi per andare da House, forse non ci sarebbe stato nemmeno un anniversario così patetico.

Oggi mi voglio lamentare perché mi sembra di scrivere come se avessi dimenticato l’igiene grammaticale.
Oggi mi voglio lamentare perché ho pochi commenti sui blog, su questo blog, e la cosa mi fa incazzare.
Oggi mi voglio lamentare perché scommetto che quando l’emetofobia sarà famosa, nessuno si ricorderà di me e del blog sul quale oggi mi sto lamentando.
Leggi tutto

Torna Su
Page 1 of 212