Credevo di essere la sola, e invece!

Scritto da: PiccolaPuffa | In: La tua storia | commenti Commenti (2)
14
Mar
2010

Ciao ragazzi, sono nuova…ho da poco compiuto 20 anni e mi sono accorta da 3 annetti di essere afflitta da questa cosa, anche se non ci facevo troppo caso. Onestamente non ricordo qual’è stato il fattore scatenante. La mia paura più grande è quella di rimettere in pubblico. Molte volte mi succede di essere in macchina e sentire questa specie di nodo in gola che inizia a salirmi, fino a diventare nausea, da lì cominciò ad agitarmi e tremare, deglutire velocemente, ma passa dopo che prendo un po’ d’aria o quando so di essere nei pressi di casa. Fino poco tempo fa avevo paura di mangiare qualcosa in compagnia, proprio lo stomaco mi si chiudeva e non riuscivo a mangiare. Ora sono molto più rilassata e tranquilla quando mangio fuori, però mi fa sentire tranquilla il fatto di sapere dove sia il bagno. Questa cosa però mi capita soprattutto fuori con gli amici del mio ragazzo, che infine sono anche miei amici da ben 2 anni…eppure quando sono sola con il mio ragazzo, con i miei familiari, amici che conosco da sempre e a casa mia, questo problema non si pone.  Mangio tutto quello che voglio SEMPRE, senza preoccuparmi di cosa potrebbe farmi stare male o cosa, ma molto spesso mi si presenta questo nodo in gola e da lì…panico, soprattutto quando sono fuori appunto. Se però c’è poca gente, mi sento quasi al sicuro, e mi sento tranquilla. Ma quando un posto comincia ad essere troppo affollato, li comincio ad agitarmi parecchio. Non ne ho mai parlato con nessuno e sono sollevata a vedere che questa “fobia” non ce l’ho solo io! Non credo onestamente sia degenerata, in quanto non mi infastidisce vedere gente rimettere (ho perso mia mamma da poco e ho una sorella più piccola, dunque quando papà lavora e lei magari ha l’influenza, me ne occupo io di lei senza troppi problemi e non mi da fastidio), però vorrei solo vivermela più serenamente soprattutto quando sono fuori. Nel senso, non pensare subito al peggio sapendo dov’è il bagno in ristorante o se c’è un angolino nascosto…vorrei semplicemente che questa fobia passasse, anche se so che mi ci vorrà un po’ per metabolizzarla, dato che questa cosa sono 3 annetti che ce l’ho. Però mi fa piacere aver potuto constatare che comunque non sono sola! All’inizio credevo di essere pazza, che dovevo imparare a controllare il mio corpo sennò avrebbe sempre vinto lui, invece adesso che ne ho parlato mi sento ”serena” a vedere che c’è altra gente come me!

Aridatime House 2

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (8)
13
Mar
2010

Conto i mesi.
Conto le settimane.
Conto i giorni.
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall’ultimo incontro con House.

Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell’emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno…sono più… Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall’esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi. :D

Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.
Come curivendolo, intendo.

Quell’oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente  quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm…sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa…)

Leggi tutto

Scemita

Scritto da: Pikadilly | In: Scemita | commenti Commenti (7)
6
Mar
2010

Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è?

La risposta è quasi sempre “ce è”. Purtroppo.

Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l’informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. Cheèmeglio.

Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per  presentare.

E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all’emetofobico troppo assorbente.

Incontro amica XYZ.
Si parla del più e del meno.
Ovviamente lei parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei cosidetti e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.

Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio “problemino”.
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l’ora di incontrami per chiedermi ragguagli.

Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino “lo devi sentì, fa troppo ride…” Leggi tutto

Torna Su
Page 2 of 212