Il tapis roulant

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (5)
25
Jan
2010

Dieci anni fa pesavo 83 kg. Giuro.

La prima costola l’ho vista in una radiografia. Io non sapevo nemmeno di averle, le costole.
Nonostante sembrassi un rovagnati con braccia e gambe, ero felice.
L’estate indossavo un costume da bagno duepezzigiallocanarinofluorescente che metteva in evidenza tutto, e per tutto intendo tutto! Una cosa inguardabile. Inguardabile veramente, quel costume ti faceva venire la cataratta precoce, ma mi piaceva così tanto da non essere ancora riuscita a pensionarlo, sebbene io lo abbia sostituito con un due pezzi con i cuori rossi. Niente di meno inguadabile, comunque.

Pur essendo un prodotto degli anni in cui Olivia Newton John terrorizzava tutti con Physical, non ho mai fatto una dieta in vita mia. Tra un’obesa lasagna e la depressa insalata, non c’era nemmeno da pensarci: le mangiavo entrambe.
Non avendo né auto né amore per i mezzi pubblici, camminavo molto: non facevo di certo parte di quella categoria di adolescenti sedentari che stavano tutto il giorno davanti alla tv a fagocitare girelle e big mac. Giocavo anche a pallavolo, quindi ero a posto con la coscienza, un po’ meno con Olivia Newton Jhohn, ma pazienza. :D

Tutto andava bene così. Per ragazzi ero un maschio con le tette, ma quello del dimagrire era un compromesso al quale non volevo arrivare solo per farmi accettare come femmina del branco. Alcune volte, lo ammetto, mi sentivo morire sapendo che una ciabatta ortopedica arrivava ad essere più sensuale di me, ma i momenti così passavano subito, e ogni cosa tornava alla normalità. La mia, naturalmente.
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Addio o arrivederci, Dr House?

Scritto da: Pikadilly | In: Società | commenti Commenti (27)
22
Jan
2010

Lo stato d’animo con cui scrivo questo post oscilla tra l’imbestialito e l’incarognito. Non so nemmeno io definire che sensazioni provo in questo momento, ma una cosa è certa: qualcuno si pentirà di avermi messo i bastoni tra le ruote per 26 anni consecutivi.

Potrò sembrare iperpolemica, infantile, ignorante, come volete, non importa. Non più, ormai.

La diplomazia con la quale ho cercato di scrivere fino a questo momento ha sempre indorato la realtà che vivo giorno per giorno a causa dell’emetofobia, ma sopratutto a causa dell’emetofobia applicata alla società di perbenisti del cazzo che danno la possibilità ad un’assassina come Erika De Nardo di studiare e a me un calcio in culo solo perché sto male e perché, quando mia madre era su una sedia a rotelle, non l’ho accoltellata o soffocata nella vasca.

Sono talmente indignata che l’emetofobia non mi fa più schifo di questa società di ipocriti perbenisti e santocchi che vanno ad Haiti a fare gli eroi, fottendosene del vicino di casa che sta moralmente e fisicamente crollando!! (E non leggetela come se stessi dicendo che gli haitiani devono schiattare sotto i massi.)

Il prossimo venerdì dirò un addio/arrivederci al Dr House perché non posso più permettermi di pagarlo. Va bene. No, davvero, va bene.  Mi rendo perfettamente conto di non far parte di quella cricca di criminali da salvare, semplicemente perché io non sono una criminale. Basta saperlo, no? Io lo so: non ho alcun diritto di guarire dall’emetofobia. Non è difficile da capire.
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Grazie

Scritto da: Pikadilly | In: News dal blog | commenti Commenti (2)
18
Jan
2010

Non sembro nemmeno io, eh?
Ebbene, l’emetofobica sociopatica ringrazia tutti quelli che seguono il blog e coloro che mi scrivono per incoraggiarmi a continuare.

Un paio di giorni fa, una ragazza mi ha scritto che finalmente è riuscita a spiegare, alla parentela e al fidanzato, cosa prova quando sta male, è riuscita a dare alla “sensazione strana” un nome. Un nome la “guarirà”, questo è certo, ma almeno l’aiuterà nella comunicazione con il prossimo, come ha aiutato me e un numero non precisato di persone che soffrono di emetofobia.

Un nome non ci ha salvato, ma ci ha aiutati.

E io ringrazio di nuovo tutti quelli che mi seguono in silenzio,  quelli che mi aggiungono su facebook per parlarne  e quelli che mi rendono partecipi della loro storia.
E’ bello svegliarsi la mattina, accendere il pc e leggere un “GRAZIE” inviato da un totale sconosciuto. Mi domando sempre se me lo merito davvero. Poi ci penso, leggo bene le motivazioni del “grazie” e sento l’orgoglio fare festa dentro di me. E’ quantomai d’obbligo dire che questo blog  non sarebbe mai nato se non avessi io stessa scoperto l’emetofobia grazie al forum sull’emetofobia.

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Il 7 Gennaio

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (4)
9
Jan
2010

Non è una data storica.
Non è il compleanno di qualcuno che conosco.
Non è l’anniversario di questo blog.
Non è nemmeno il giorno del mio arresto.

Quando andavo a scuola, il 7 Gennaio significava solo una cosa: la fine delle vacanze. Mi ricordo che mio fratello, appena mi vedeva, rantolava questa frase:”Lo so, è dura”.

Oggi, dopo 10 anni dall’ultima volta che ho poggiato le mie cotiche su sedie liceali, il 7 Gennaio si fa notare grazie ad un fenomeno del quale sono, per il secondo anno consecutivo, l’indiretta protagonista: l’aiutohopauramania.

L’aiutohopauramania è un fenomeno che interessa, bene o male, tutti quelli che hanno l’emetofobia a periodi alterni: da Settembre al 22 Dicembre sì, dal 23 Dicembre al 6 Gennaio no, dal 7 Gennaio al giorno prima il martedì grasso sì, martedì grasso no, dal giorno dopo martedì grasso  al 7 Marzo sì, l’8 Marzo no (solo per le donne), dal 9 Marzo fino al giorno prima di pasqua sì, da pasqua a pasquetta no, dal giorno dopo pasquetta all’inizio delle vacanze estive sì, dalle vacanze estive fino alla fine delle vacanze, a Settembre, no. (Domeniche, compleanni, giorni festivi inframensili e santi patroni: no.)

Periodi alterni, dunque.

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Per tutto il resto c’è l’emetofobia

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (0)
6
Jan
2010

Cena con amici: 30 euro, con poste pay, ma quella sera avevo un mal di stomaco…
Cornetto e cappuccino al bar: intollerante al latte. Capita.
Pranzo con i colleghi: 50 euro, pagano loro, ma i miei sono tutti online. Quindi niente.
Ricevimenti di nozze: azz, quel giorno ho la visita per la prostata…ma tu non hai la prostata!…vabbe’, mica t’ho detto la mia.
Feste di bambini: non ci vado per principio.
Gelato al parco: il latte mi gonfia pure se si traveste da gelato.
Sosta mangereccia all’autogrill: nonostante tutto, preferisco ancora il treno.
Cenone di natale: non festeggio il natale.
Cenone di capodanno: non ho il vestito adatto.
Cena della befana: lavoro.
Cena con parenti: quali?
Cena con fidanzato: …ma stiamocene a casa…eh? Paghiamo un metro di intestino al mese di affitto, perché uscire?
Panino al mare: no, perché se no poi non posso farmi il bagno.
Happy hour con amici: alcolici, no, passo.
Feste di compleanno: dopo i 25 anni non c’è proprio niente da festeggiare.

Una vita normale non ha prezzo.

Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è l’emetofobia.

:D

mi si è aperto un mondo…

Scritto da: elovia09 | In: La tua storia | commenti Commenti (2)
3
Jan
2010

Ciao a tutti!!!!!E’ incredibile!!!!allora siamo in tanti!!!!Vi scrivo in un pomeriggio carico di angoscia e di paura ( e non devo spiegarvi il perché!!!!!che bellooo!!)Sono molti anni che soffro di emetofobia, sono stata in cura da una psicologa ma devo dire che il problema non si è risolto del tutto…va a periodi…a volte va meglio e riesco a gestire la paura, a volte quando capita di sentirne parlare o di qualcuno che sta male….ci ripiombo con tutte le scarpe…Oggi pomeriggio per caso ho digitato “paura del vomito” perchè oggi ne ho tanta e mi sono detta vediamo un pò….strano non averci pensato prima!ma già a scrivere mi sento meno sola e questo mi fa sentire meglio!Io ne parlo molto spesso di questa mia fobia soprattutto con le persone che passano più tempo con me…perchè devono saperlo altrimenti non so come spiegare quegli strani atteggiamenti che ben conoscete!All’inizio ne avevo vergogna a parlarne ma alla fine nessuno mi ha mai presa in giro…piuttosto ho trovato persone che spesso mi hanno fatto sorridere di questa mia paura…che tuttavia persiste e che non può essere compresa appieno. Nonostante tutto riesco a viaggiare sola con molta difficoltà, portandomi dietro lexotan per calmare l’ansia…a volte è dura si sta proprio male e a disagio….vorrei essere libera come tutti gli altri….avevo intenzione di riprendere la terapia ma non so chi a Roma si occupa specificatamente di questo problema!voi conoscete qualcuno???Vi ringrazio per l’ascolto e spero di trovare conforto!!!

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