…e le cause?

Scritto da: fagiolina | In: La tua storia | commenti Commenti (1)
30
Dec
2009

ciao,

questo blog è fantastico, un punto di appiglio per chi pensa di essere l’unico sulla terra a soffrire di questo “disturbo” e  per chi nn fa altro che pensarci da una vita senza trovare un “perché”….

Io mi sono accorta di soffrire di emetofobia da piccola piccola, 7 anni per la precisione, e sono ormai 10 anni che lotto x cercare di conviverci piu che per eliminarla…. ho chiesto pareri e consigli a molte persone, soprattutto a mia mamma che mi sta molto vicina, e al mio ragazzo che lotta con me da un anno ormai….

ma ancora le cause nn sn venute fuori, ancora non mi riesco a capacitare del fatto di soffrire tutti i giorni senza, a mio parere, un motivo valido…. nn ho avuto brutte esperienze a tema, mi ricordo solo che da piccolina lo identificavo come un “mal di pancia”…

Mia madre dice che probabilmente è dovuto al rapporto di conflitto con mio padre… ma nn riesco a trovarci un collegamento!!!!….

Aiutatemiiiiii!!!!!

Ancora complimenti per il blog!!!!! Continua così mi raccomando!!!

**** FaGiOliNa****

Psicologie da supermercato

Scritto da: Pikadilly | In: Società | commenti Commenti (0)
18
Dec
2009

Ho deliberatamente aspettato qualche giorno prima di parlare di questo argomento: mi sono presa un po’ di tempo per riflettere sull’utilità di scrivere, proprio in questo blog, le mie considerazioni sulla vicenda che ha coinvolto Berlusconi e il conclamato psicopatico Massimo Tartaglia.

Non voglio parlare del fatto in sé, bensì di ciò che è avvenuto dopo, anzi no, dell’approccio giornalistico e sociale ad argomenti quali la psicopatia e la frequentazione di studi psichiatrici.

Vi dico subito la frase più vomitata da molte persone (divise tra giornalisti, comuni cittadini e politici) in questi giorni:

“Frequenta uno studio psichiatrico, quindi tanto normale non è”

Questa frase, se pronunciata da un comune cittadino che vuole illudersi di essere normale, è perdonabile, ma se detta da un giornalista o da un politico, allora la storia cambia. E di molto, aggiungerei.

Lungi da me stare qui a spiegare di cosa soffre Tartaglia: A) Non sono una dottoressa con la smania di creare profili psicologici senza aver mai visto il soggetto in questione (questo lavoro lo lascio ai giornalisti, pare che siano diventati tutti psicologi); B) Non mi interessa sapere di cosa soffre Tartaglia.

Quello che mi interessa è fare chiarezza sull’argomento “essere normali” e “andare dallo psichiatra, quindi…”.
Concetti che, devo dire, in Italia vengono abusati, anzi, stuprati alla grande.
Leggi tutto

Ascoltare non è difficile

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (8)
9
Dec
2009

Certe volte mi chiedo se le persone che ho davanti mi ascoltano o stanno solo aspettando il loro turno per parlare.
Ci metto pochi istanti a capire, mi basta ascoltare con gli occhi le urla del loro corpo.
Così smetto di parlare e aspetto. Non molto, a dir la verità. Perché non si prendono nemmeno il tempo di elaborare le informazioni che ho inviato loro, che già hanno buttato sul piatto la risposta. Così, come una scala reale.

Ben sopporto le frasi di rito (“pippe mentali”, “ti passerà con il tempo”, “pensa ai bambini africani”, “al tempo mio mangiavamo pane e cipolla”, “sì, anche io ho paura dei ragni, ma mica smetto di uscire”, “hai capito il bastardo che ha fatto? Mi ha detto che stava male e invece era in giro con gli amici, ma mo me vendico, altro che”), ciò che non riesco più a sopportare è la “soluzione accomodante” spacciata per la grande risoluzione del problema.

Roba che farebbe sembrare Freud il consulente psicologico di Paperopoli.

Prima rispondevo a tono, ora aspetto che finiscano di parlare, ci rifletto su e non dico nient’altro. Perché? Perché la loro soluzione è talmente chiara e semplice che non lascia spazio a controrisposte.

A: “Ho paura di vomitare, per questo evito di mangiare fuori. Se succede a casa, amen. Se succede fuori, oddio!!”
B:  “Per superarla devi mangiare ed uscire”

Leggi tutto

Io devo, tu devi, egli deve

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (2)
3
Dec
2009

Ogni giorno ricevo e-mail e messaggi privati da persone che affermano più o meno la stessa cosa: “se raccontassi di questa mia paura, mi prenderebbero tutti per pazzo”.

Per me non è difficile capire i natali di questa paura, poiché, da quando ho aperto il blog su cui sto scrivendo, e da quando ho dichiarato apertamente di avere una relazione psicologica con uno psichiatra (al secolo Dr House), mi sono ritrovata a lottare contro silenzi e discorsi finto-premurosi partoriti da ex-amici che si sono allontanati dalla mia persona proprio perché avevano paura di farsi una brutta nomina, sia online che offline.

Gli stessi che tempestavano i loro profili, blog e social di frasi di stima per la morte della poetessa Alda Merini.

Quindi posso capire perfettamente cosa si prova quando ci si trova a dover combattere non solo per poter uscire dalle nostre paure, ma anche per difenderci da giudizi che spesso compromettono pesantemente la vita lavorativa e sociale di una persona.

Più vado avanti e più sono convinta che i giudizi, le critiche, le credenze che si rivolgono agli altri siano la dimostrazione di una mancanza di controllo sul proprio essere e sulla situazione stessa, allora si cerca di dominare la cosa ponendosi sopra le parti. Perché? Perché nel momento in cui ci si pone sopra le parti, ci si ritiene erroneamente immuni dall’influenza o dal potere che queste parti potrebbero avere su di noi, ma in verità abbiamo proprio paura che ci colpiscano senza avere la capacità di fermarle.
Leggi tutto

Torna Su