Mi presento

Scritto da: Petra | In: La tua storia | commenti Commenti (3)
25
Nov
2008

Ecco qui..la mia storia…
Non parlo mai di me, solitamente ho la tendenza a tenere un po’tutto dentro e apparentemente sembro la persona più solare ed equilibrata della terra. Non che non sia tale, sono un’incredibile ottimista e credo che questa parte di me mi abbia aiutata e supportata in tutte le situazioni che la vita mi ha riproposto, sempre.

L’equilibrio…beh, questa è una parola dalle mille sfaccettature e dai mille punti di vista, ma diciamo che in qualche modo, dopo anni di attacchi di panico e ansie, sono quasi riuscita a ritrovarlo ma devo lavorarci ancora un po’su e scrivo su questo blog… perché qualcosa che non torna ancora c’è.
Ho 30 anni, 12 dei quali trascorsi lontano dalle mia famiglia e dalle mie radici e proprio durante il passaggio nella fase adulta, complici situazioni familiari disastrose ( depressione di mia zia che viveva con i miei, mio padre ammalato, mio fratello in fase di divorzio turbolento ), il peso del mondo l’ho sentito ricadere su di me et voilà… poco tempo dopo il campanellino dall’arme degli attacchi di panico ha cominciato a suonare alla mia porta.
Due anni di quasi evitamento e reclusione ma poi i gruppi di auto aiuto ( www.lidap.it ), le medicine alternative ( non amo molto la medicina allopatica ) e un supporto sporadico di un terapeuta, mi hanno aiutata passo dopo passo a riprendere in mano la mia vita, ovviamente lavorando molto su me stessa e diventando una donna più consapevole, non migliore ma diversa.
Anche durante il periodo degli attacchi di panico il mio problema è sempre stato molto legato al cibo: fobia di vomitare e soprattutto di farlo in pubblico. Ovviamente essendo quello un periodo di grandi scompensi e problematiche di vario genere, l’emetofobia è finita nel calderone generale dei miei disturbi che in quel momento mi creavano il panico.
A distanza di anni ho scoperto che in realtà questo mio problema esiste, ha un nome e che tanta gente come me vive quotidianamente questa difficoltà sociale di privazione e forse anche un po’ di frustrazione che non gli permette di avere una vita “normale”.

Ho letto che spesso le persone che sono colpite da questo disturbo tendono a tenere dentro, rimuginare, non sono aggressive e fanno fatica a dire quello che pensano e da lì la paura di “buttare fuori”, “ espellere” qualcosa dalla bocca… così come si fa con le parole, i sentimenti, le emozioni.
Per me è un argomento ancora un po’ oscuro, posso solo dire che ho una repulsione per il vomito ( sia vederlo che averlo ) da quando sono piccola e credo sia da ricollegare al fatto che mia madre è un’alcolista e ho vaghi ricordi dell’infanzia in cu la vedevo spesso compiere questo gesto.
Durante tutto il mio percorso mi sono sempre poco interessata alla causa scatenante dei miei problemi, credo fermamente che sia necessario lavorare sul presente, andare a modificare quei meccanismi comportamentali che ci ingabbiano e da cui facciamo fatica ad uscire.
Mi rimbocco le maniche e anche stavolta ho voglia di andare a fondo perché ho voglia di cominciare a mangiare con gusto, a mangiare in mezzo agli altri e a vivere tutte le situazioni sociali senza terrore e soprattutto senza la paura di doverle affrontare con lo “stomaco pieno”.
Ringrazio questo blog e soprattutto Francesca per avermi aperto uno spiraglio nel buio

Una risposta completa che anticipa un confronto vocale

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (1)
16
Nov
2008

Con molta sorpresa oggi ho scoperto che gli autori del comunicato stampa citato nel precedente post, hanno risposto portando la loro voce in questo blog. La cosa non può farmi che piacere perchè significa che ci vuole essere un confronto, a quanto pare, non solo virtuale e a suon di articoli e commenti.

Nel rispondere vorrei precisare che anche io sono disponibilissima ad avere un confronto sia con la Signora Lacalamita che con il Dott. Mian. Aggiungo a questa premessa che la disponibilità dimostrata dal dottore è stata più volte esaltata da me sia nel forum che in questo spazio.

Precisata quest’ ultima cosa, vorrei rivolgere le mie parole alla Signora Lacalamita (la chiamo signora e non dottoressa perchè lei non si definisce tale, quindi non so se effettivamente è dottoressa) che mi ricorda proprio la celerità con cui il Dottore mi rispose quella domenica di inizio primavera.
Non ce n’era bisogno, so benissimo che il Dottore con me è stato subito disponibile e l’ho sempre detto e sottolineato, e anche nel post precedente lo dico chiaramente:

Cito:

“a pubblicizzare nel migliore dei modi un dottore che una domenica sera mi aveva gentilemnte e protamente risposto ad una delirante mail sulla mia storia, aveva preso la mia fiducia in quel modo, rendendosi disponibile immediatamente ad ascoltare”

Non solo, nel vecchio forum ero stata io a portare il suo nome tra gli utenti che non lo conoscevano, parecchie persone mi han mandato mail in cui mi chiedevano il nome del dottore che citavo sempre, quindi può immaginare la stima che ho nei confronti di questa persona.

Inoltre, come sia il forum che questo blog possono testimoniare, NON ho mai parlato di buoni propositi non supportati dalla scienza, in ogni parte del forum e del blog c’è scritto di non sperare di curarsi attraverso un forum/blog,

Alcuni giorni fa una ragazza è venuta a dirci che non si fidava del suo psicologo, ecco la mia risposta:

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Soffri di emetofobia? Stai zitto!

Scritto da: Pikadilly | In: Emetofobia | commenti Commenti (7)
2
Nov
2008

Non avevo nessuna intenzione di dare risalto in queste pagine ad alcuni eventi spiacevoli legati al nuovo Forum sull’emetofobia, ma il perpetrare di alcuni avvertimenti contro il nostro forum e sito, mi hanno fatto cambiare idea.

Come tutti quelli che frequantano sia il Forum che il Sito sull’Emetofobia sanno che lo staff del forum e del sito non sono psicologi, psichiatri o medici, ma sono semplicemente persone che soffrono o hanno sofferto di emetofobia e che ora hanno deciso di non nascondersi più dietro a scuse tipo “non mi va” o ” non ho fame” o “no, stasera non mi sento” o come facevo io che davo sempre la colpa al fegato (nonostante io soffra veramente di fegato), persone che hanno deciso di dire al mondo di essere emetofobiche senza aver paura di essere prese per pazze, persone che tutti i giorni vivono l’emetofobia imparando a conoscerla e ad accettarla e quindi pian piano a sconfiggerla soprattutto con l’aiuto dei dottori propositivi. Lo sanno perchè al momento dell’iscrizione hanno tacitamente dichiarato di aver letto il regolamento e di averlo accettato in ogni sua parte.

A quanto pare queste persone sono state invitate…anzi, siamo stati invitati a non parlare di emetofobia poichè tra di noi non ci sono scienziati specializzati nello studio di questa fobia.

Potrei in un certo senso essere anche d’accordo, ma non quando si parla di domini o di diritti di parola.

Andiamo per punti.

Noi siamo persone che da anni, chi addirittura da tutta la vita, soffrono di emetofobia. Molti psicologi non conoscono questa fobia, quindi abbiamo dovuto imparare a conoscerla noi stessi grazie alle nostre sole esperienze, molti di noi, tra cui io, non conoscevano nemmeno il nome e pensavano di essere gli unici pazzi ad aver paura di vomitare. Più o meno tutti quelli che hanno deciso di dire basta hanno digitato su google la fatidica key phrase “paura di vomitare” e tutti sono arrivati al forum sull’emetofobia (il vecchio intendo), e tutti quelli che sono arrivati in questo forum in tale modo, e mi ci rimetto in mezzo, hanno visto un mondo aprirsi, un mondo fatto di altre persone con la stessa strana paura, individui che si sono ritrovati a parlare di una cosa che prima li rendeva reietti, li isolava dalla “normalità” e che ora parlano tranquillamente di emetofobia, ne parlano per portare la propria esperienza e cercare di capire quanti ceppi ci sono dell’emetofobia, perchè l’emetofobia non è una sola anche se si accomuna in un unico terrore: il vomitare.
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