Alle volte parlare fa più male che tacere
E’ capitato a tutti di sentirsi dire “se non ne parli non supererai mai il tuo problema”, poi ne parli e ti ritrovi a doverlo spiegare alle stesse persone venti, trenta, cento volte sapendo che tanto non si sforzano nemmeno di capire che tu NON odi il cibo. Qualche post più in là io stessa ho detto che siamo noi, eh sì, a dover comprendere che non tutti possono capire fino in fondo la questione emetofobia, semplicemente perchè inconsciamente allontanano uno spauracchio al quale è difficile credere, però mi rendo anche conto che da parte di chi soffre di questa fobia la comprensione ad un certo punto si esaurisce e nascono reticenze che allontanano le persone.
Arrivano le influenze stagionali
Con l’arrivo dell’inverno arrivano anche le influenze stagionali, e con l’arrivo delle influenze stagionali arriva, per molti emetofobici, il terrore di prendersi qualche virus intestinale.
Io per fortuna non ho paura delle influenze stagionali, ho avuto molte volte l’influenza intestinale, ma non ho mai vomitato, ma le volte che sentivo che era quella la strada non ho avuto paura più di tanto, non saprei spiegare il perchè.
Affrontare il terrore dell’inverno è per molti sintomo di stress, tutto ricomincia e il tempo per avere paura è sempre meno, ogni giorno siamo a contatto con le persone e il rischio di predere l’influenza è alto, ma non bisogna però imbottirsi di anti-influenzali o pasticche per prevenire il contagio, almeno secondo me. Lasciare che il corpo combatta da solo il male (in questo caso si può fare perchè il male in questione è una semplice influenza) aiuta gli anticorpi ad essere più forti, almeno questo è quello che mi ha detto il medico.
Io mi sto preparando alle mie solite influenze che puntualmente mi bloccano a casa durante le feste di natale, sperando che l’Australiana quest anno decida di non passare a casa di nessun emetofobico.
Il metodo urto
Molte volte ho sentito dire dalle persone: “Eh, dai, vomiti una volta e non ci pensi più”, e finchè la proposta viene dalle persone che non comprendono appieno il problema dell’emetofobia, si può anche avere una reazione più o meno serena, ma quando lo si sente da persone emetofobiche da tanti anni, la cosa ti lascia perplessa. Io sono sempre più convinta che una volta raccontata la nostra esperienza in internet o da qualsiasi altra parte, una volta essersi messi in primo piano o in “vista” riguardo l’emetofobia, automaticamente ci assumiamo una responsabilità non scritta che ci deve far riflettere il più possibile prima di scrivere e quindi dire alcune cose, non ci limita nei momenti di sfogo, ma ci aiuta a ragionare su quello che di più giusto si può esportare a terzi.
Io sinceramente mi rendo responsabile di quello che sto per dire, ovvero che il metodo “urto! Vomiti una volta e non ci pensi più” non funziona assolutamente, non quando l’emetofobia è al suo stato galoppante.





