A chi faccio gli Auguri?
Postato il March 19, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Status | 4 Commenti
Oggi è la festa del…dei padri.
Mi verrebbe da dire ecchissene, ma se scrivo questo post vuol dire che l’argomento non mi lascia tanto indifferente, e come potrebbe?
Sì, be’, mi manca una persona a cui dedicarli, questi auguri. Ma di certo non la persona che biologicamente dovrebbe riceverli da me.
Eh no.
Perché se esiste questo blog è anche grazie a lui, vorrei dire soprattutto a lui, ma sarei ingiusta…nei confronti degli altri, di quelli che per 26 anni si sono impegnati al massimo affinché la mia vita si riducesse ad un cumulo di paure da smistare e affrontare. Quindi, i ringraziamenti vanno un po’ a tutte queste persone, oltre che a lui.
A chi faccio gli auguri, quindi?
Ai padri degli altri. Come è sempre stato.
Auguri, Padri degli altri.
Auguri anche a quei padri felici di diventare o di essere padri.
Ma non a lui. Questo è sicuro.
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Siamo fatti così
Postato il March 15, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | 2 Commenti
Io lo dico sempre: ho una fortuna sfigata.
Stamattina, mentre saltavo di canale in canale, mi sono imbattuta in “Siamo fatti così”, quella serie di cartoni animati educativi in cui vengono spiegate le funzioni del corpo umano.
“Uh, che bello”, mi sono detta, “ora me la guardo, poi comincio a lavorare”.
Corro in cucina a prendere cibarie e succo di frutta, mi rifiondo in camera – ormai completamente riprogrammata in modalità cinquenne-, mi accomodo sul letto disegnandomi intorno un fortino di schifezze, ed eccomi pronta per questo inaspettato revival…
Un bambino pallido come lo stracchino si tiene una mano sullo stomaco e l’altra sulla bocca, mentre la voce fuori campo minaccia:
“Attenzione, se si mangia troppo c’è il rischio di vomitare!”
Se non è culo questo.
Tags: siamo fatti così
Aridatime House 2
Postato il March 13, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | 7 Commenti
Conto i mesi.
Conto le settimane.
Conto i giorni.
Momenti conto pure le ore e i minuti che sono passati dall’ultimo incontro con House.
Che stress, anche se devo ammettere di non passarmela così male. Pensavo di assistere ad una regressione dell’emetofobia, e invece mi sento in qualche modo meglio. Sono meno…sono più… Ok, non lo so spiegare, sono cambiamenti impercettibili dall’esterno, ma dentro qualche placca si è spostata, ci sono movimenti tellurici che mi stanno facendo vivere la pausa di riflessione da House meno drammatica di quanto mi aspettassi.
Niente polpettoni polacchi o scene da fondo di manicomio, almeno fino a questo momento. Però lo devo amettere: House mi manca.
Come curivendolo, intendo.
Quell’oretta con lui era una sorta di premio per il mio cervello. Avete presente quando i cani rotolano su se stessi e il padrone li premia? Eh, io ero così. Per tutta la settimana rotolavo su me stessa e alla fine House mi dava il biscottino. (Ehm…sì, mi rendo conto che detta in questo modo la faccenda potrebbe essere fraintesa…)
Tags: Dr House
Scemita
Postato il March 6, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Scemita | 7 Commenti
Certe volte, quando mi capita di parlare con determinati individui, mi domando seriamente: ma questo ce fa o ce è?
La risposta è quasi sempre “ce è”. Purtroppo.
Io proporrei a chi di dovere di creare alcune persone con una sorta di etichetta dietro il collo, qualcosa che ci indichi se il prodotto con cui stiamo parlando è un agglomerato di scemenza o un cervello assolutamente adatto ad assorbire ciò che diciamo, elaborare l’informazione e formulare una risposta appropriata, o magari stare semplicemente in silenzio. Cheèmeglio.
Credo che si possa fare, no? Mettere un tagliando informativo, una bollino blu come la Chiquita. Così, tanto per esser certi di non parlare con delle cistifellee deambulanti.
Spero proprio di sì, perché non vorrei trovarmi di nuovo nella condizione di dover sentire racconti simili a quello che sto per presentare.
E a questo punto è doveroso puntualizzare che sconsiglio la lettura all’emetofobico troppo assorbente.
Incontro amica XYZ.
Si parla del più e del meno.
Ovviamente lei parla del più e del meno. Io ascolto subendo la moltiplicazione dei miei cosidetti e cercando la divisione dalla sua infernale incontinenza verbale.
Tra le varie cose, mi informa che lei non sapeva assolutamente del mio “problemino”.
Lo ha letto su Facebook e non vedeva l’ora di incontrami per chiedermi ragguagli.
Mentre cerco di spostare il focus della discussione su argomenti alla sua portata, ecco che arriva il raccontino “lo devi sentì, fa troppo ride…” Leggi tutto
Tags: Scemita
La nausée
Postato il February 25, 2010 da: Pikadilly | Categoria: Emetofobia | 7 Commenti
Parliamone.
Sì, di lei, della sensazione fisica più provata dagli emetofobici di tutto il mondo: la nausea.
L’argomento non è bellissimo, lo so, tuttavia credo che molti concorderanno con me nel ritenerla come l’inquilina onniciabattante-e-urlante del piano di sopra. Una rottura di blini 24h su 24, in pratica.
Ovviamente posso parlare solo della mia esperienza, ma sono sicura che quella dei miei “colleghi” non sia tanto diversa.
Ecco la colazione tipo.
La mattina mi sveglio ascoltando il cinguettio degli uccellini? NO, manco per niente. Mi sveglio a suon di contorcimenti esofagei. Cosa mai saranno? Ma è ovvio, sono le parole della nausea!
Mi alzo constatando subito la situazione: dove mi trovo, quanti anni ho, quanti anni mi devo togliere se mi dovessero chiedere quanti anni ho, se ho ancora i capelli in testa e dove è il bagno.
Sì, il bagno, perché potrebbe essere la stanza più visitata della casa, quindi conoscere perfettamente la sua ubicazione mi aiuterà nella possibile corsa ad ostacoli che farò dopo il primo temutissimo conato.
Cioè, uno dei primi pensieri che ho la mattina non riguarda il come fare i soldi o l’altezza dei tacchi da indossare per andare al colloquio del lavoro fighetto, no, riguarda il cesso!
E vabbe’.
Stabilito il piano d’azione della giornata, che consiste in “se mangio non esco…che faccio? Mangio o esco? Ok, mangio..”, mi trascino verso l’armadietto del cess.
Fatta la dovuta sveltina con il pettine, arriva il momento dello spazzolino e del dentifricio. Scatta la domanda dell’Io emetofobico: “il sapore del dentifricio non farà incazzare la nausea?”
Scatta la risposta dell’Io ancora sano di mente: “ricordi quando il dentista ti ha detto sadicamente che il vostro non era un addio, bensì un arrivederci?”
Ok. Scatta la lavata di denti.
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Nome? Francesca